Dal 28 giugno 2025 sono in vigore nuovi obblighi di accessibilità per determinati prodotti e servizi digitali previsti dal Decreto Legislativo 82/2022, che recepisce in Italia l’European Accessibility Act.
Questo non significa però che qualsiasi sito web aziendale sia automaticamente soggetto agli stessi obblighi. La normativa deve essere valutata in base al soggetto, al tipo di servizio offerto e alle caratteristiche dell’organizzazione.
Tra i servizi interessati dal D.Lgs. 82/2022 rientrano, ad esempio, il commercio elettronico, alcuni servizi bancari per i consumatori, i servizi di trasporto passeggeri, i servizi di comunicazione elettronica, l’accesso ai servizi di media audiovisivi e gli e-book.
Parallelamente continuano a esistere gli obblighi previsti dalla Legge 4/2004 per le pubbliche amministrazioni e, in specifici casi, per soggetti privati di grandi dimensioni.
Adeguare un sito web aziendale significa comunque lavorare per eliminare barriere che possono impedire o rendere più difficile la navigazione alle persone con disabilità, migliorando al tempo stesso chiarezza, usabilità e qualità dell’esperienza digitale.
In questa guida vediamo chi è interessato dagli obblighi, quali sono i principali riferimenti normativi, come verificare l’accessibilità di un sito e quali interventi possono essere necessari.
Tutti i siti web devono essere accessibili per legge?
No, non tutti i siti web privati sono automaticamente soggetti agli stessi obblighi normativi.
Il quadro italiano comprende normative differenti. La Legge 4/2004 disciplina, tra gli altri, le pubbliche amministrazioni e specifici soggetti privati. Il D.Lgs. 82/2022, che attua l’European Accessibility Act, riguarda invece determinate categorie di prodotti e servizi messi a disposizione dei consumatori.
Per capire quale disciplina si applica è quindi necessario verificare chi gestisce il sito, quale servizio viene fornito, a quale pubblico è rivolto e le dimensioni dell’organizzazione.
Le microimprese che forniscono servizi sono escluse dagli obblighi previsti dal D.Lgs. 82/2022. Ai fini del decreto, AgID indica come microimpresa un’impresa con meno di 10 dipendenti e fatturato annuo oppure totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro.
Che cosa significa avere un sito web accessibile?
Un sito web accessibile è progettato e sviluppato affinché le informazioni e le funzionalità possano essere utilizzate dal maggior numero possibile di persone, comprese quelle che utilizzano tecnologie assistive.
Questo significa, ad esempio, permettere la navigazione tramite tastiera, rendere i contenuti interpretabili dagli screen reader, utilizzare contrasti adeguati, fornire alternative testuali alle informazioni visive e progettare moduli e componenti interattivi comprensibili.
Quando ti sei occupato della realizzazione del tuo sito internet, hai considerato anche questi aspetti?
Le WCAG organizzano l’accessibilità attorno a quattro principi fondamentali:
- Percepibile: informazioni e componenti devono poter essere percepiti dagli utenti attraverso modalità differenti.
- Utilizzabile: interfaccia e navigazione devono poter essere utilizzate anche tramite tastiera e tecnologie assistive.
- Comprensibile: contenuti, navigazione e funzionamento dell’interfaccia devono risultare chiari e prevedibili.
- Robusto: contenuti e componenti devono poter essere interpretati in modo affidabile da browser, dispositivi e tecnologie assistive.
La normativa sull’accessibilità dei siti web
Il quadro normativo italiano ed europeo si è sviluppato progressivamente e oggi comprende disposizioni rivolte a soggetti e servizi differenti.
- 2004 – Legge n. 4/2004: introduce in Italia la disciplina sull’accessibilità degli strumenti informatici, inizialmente rivolta soprattutto al settore pubblico.
- 2016 – Direttiva (UE) 2016/2102: disciplina l’accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici.
- 2018 – D.Lgs. 106/2018: recepisce in Italia la Direttiva 2016/2102 modificando la Legge 4/2004.
- 2020: alcuni obblighi della Legge 4/2004 vengono estesi ai soggetti privati che offrono servizi al pubblico tramite siti web o app e hanno un fatturato medio superiore a 500 milioni di euro negli ultimi tre anni.
- 2022 – D.Lgs. 82/2022: recepisce la Direttiva (UE) 2019/882, European Accessibility Act, introducendo requisiti di accessibilità per specifici prodotti e servizi.
- 28 giugno 2025: diventano applicabili gli obblighi previsti dal D.Lgs. 82/2022, salvo le disposizioni transitorie previste dalla normativa.
- 2026: AgID adotta le Linee Guida sull’accessibilità dei servizi in attuazione del D.Lgs. 82/2022.
Per approfondire il quadro normativo e verificare direttamente le disposizioni applicabili, puoi consultare le fonti istituzionali:
- il testo ufficiale del D.Lgs. 82/2022 su Normattiva, che recepisce in Italia la Direttiva (UE) 2019/882 sull’accessibilità di prodotti e servizi;
- le Linee Guida AgID sull’accessibilità dei servizi, adottate nel 2026 in attuazione dell’art. 21 del D.Lgs. 82/2022;
- le FAQ ufficiali AgID sull’accessibilità digitale e sull’European Accessibility Act, utili per approfondire ambito di applicazione, microimprese, obblighi e adempimenti previsti dalla normativa.

Accessibilità siti web: chi deve adeguarsi?
Per stabilire se un sito rientra negli obblighi di accessibilità bisogna prima individuare la normativa applicabile al soggetto e al servizio offerto.
Pubbliche amministrazioni e soggetti disciplinati dalla Legge 4/2004
Le pubbliche amministrazioni sono soggette alla normativa italiana sull’accessibilità digitale. La Legge 4/2004 si applica inoltre, secondo specifiche condizioni, anche ai soggetti privati che offrono servizi al pubblico attraverso siti web o applicazioni mobili e hanno un fatturato medio superiore a 500 milioni di euro negli ultimi tre anni.
Servizi disciplinati dall’European Accessibility Act
Dal 28 giugno 2025 il D.Lgs. 82/2022 stabilisce requisiti di accessibilità per specifiche categorie di servizi, tra cui:
- servizi di comunicazione elettronica;
- servizi che forniscono accesso ai media audiovisivi;
- determinati servizi digitali relativi al trasporto passeggeri;
- servizi bancari per consumatori;
- e-book e software dedicati;
- servizi di commercio elettronico.
Un semplice sito corporate o vetrina non rientra automaticamente nel D.Lgs. 82/2022 per il solo fatto di essere pubblicato online. È necessario valutare se attraverso quel sito viene effettivamente fornito uno dei servizi compresi nell’ambito di applicazione del decreto.
Esenzioni e deroghe agli obblighi di accessibilità: Microimprese, onere sproporzionato e altre deroghe
Il D.Lgs. 82/2022 non si applica alle microimprese che forniscono servizi. AgID definisce microimpresa, ai fini di questa disciplina, un’impresa con meno di 10 dipendenti e con fatturato annuo oppure totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro.
La normativa contempla inoltre situazioni nelle quali l’applicazione di determinati requisiti comporterebbe una modifica sostanziale del prodotto o del servizio oppure un onere sproporzionato. Queste condizioni non costituiscono però un’esenzione automatica: quando previste devono essere valutate e documentate secondo quanto stabilito dalla normativa e dalle indicazioni dell’autorità competente.
Queste deroghe consentono di bilanciare l’obbligo di accessibilità con la sostenibilità economica per le realtà più piccole o in situazioni particolari, garantendo al contempo il rispetto del principio di inclusione digitale.
Come rendere accessibile il mio sito web?
L’adeguamento deve essere valutato sulla base della normativa applicabile, delle caratteristiche del servizio e delle criticità effettivamente presenti nel sito.
Gli interventi possono riguardare struttura, codice, componenti interattivi, contenuti, moduli, elementi multimediali e modalità di navigazione. Il primo passo è quindi individuare gli standard di riferimento e verificare lo stato attuale del sito.
a. WCAG ed EN 301 549: quali standard considerare?
Le WCAG (Web Content Accessibility Guidelines) sono linee guida internazionali sviluppate dal W3C per rendere i contenuti web più accessibili alle persone con disabilità.
Nel quadro europeo, il riferimento tecnico è rappresentato anche dalla norma armonizzata EN 301 549, che definisce requisiti di accessibilità applicabili a siti web, applicazioni e altri prodotti e servizi ICT.
Le WCAG prevedono tre livelli di conformità:
- A: comprende i requisiti fondamentali di accessibilità;
- AA: aggiunge criteri ulteriori ed è il livello normalmente preso come riferimento nelle verifiche di conformità dei siti web;
- AAA: comprende criteri più avanzati e non è generalmente richiesto per l’intero sito.
Le indicazioni AgID collegano attualmente le verifiche alla norma EN 301 549 e ai criteri WCAG 2.1, mentre viene raccomandato di progettare i nuovi servizi tenendo conto anche delle WCAG 2.2, così da adottare requisiti più aggiornati.
b. Come adeguare un sito web ai requisiti di accessibilità?
Non esiste un singolo intervento che renda automaticamente un sito conforme. Il percorso dovrebbe partire dall’individuazione della normativa applicabile e proseguire con una verifica tecnica e funzionale del servizio.
In genere il lavoro comprende:
- analisi dell’ambito normativo applicabile;
- audit tecnico e test manuali;
- individuazione delle non conformità;
- correzione di codice, componenti e contenuti;
- verifica tramite tastiera e tecnologie assistive;
- nuovi test dopo gli interventi;
- predisposizione delle informazioni o della documentazione richiesta dal regime normativo applicabile;
- monitoraggio dell’accessibilità dopo aggiornamenti e modifiche al sito.
Non sempre è necessario procedere con un completo restyling del sito web: in alcuni progetti è possibile intervenire sull’esistente, mentre in altri la struttura tecnica può rendere più efficace una revisione più profonda.
c. Audit di accessibilità: come verificare un sito web
Il primo passo operativo è verificare lo stato attuale del sito. Un audit permette di individuare barriere tecniche, problemi nei contenuti e difficoltà di utilizzo con tastiera o tecnologie assistive.
La verifica dovrebbe combinare strumenti automatici e controlli manuali: nessun software automatico è in grado, da solo, di accertare tutti i criteri di accessibilità.
c.1. Test automatici per l’accessibilità
Tra gli strumenti che possono aiutare a individuare alcune criticità troviamo:
- Google Lighthouse, integrato nell’ecosistema Chrome;
- WAVE, che evidenzia visivamente numerosi problemi direttamente sulla pagina;
- axe DevTools, utilizzato per rilevare automaticamente diverse tipologie di errore.
Questi strumenti possono individuare, ad esempio, alcuni problemi relativi a contrasto, markup, nomi accessibili, struttura e alternative testuali. Il risultato automatico non equivale però a una certificazione di conformità.

c.2. Test manuali per l’accessibilità di un sito web
I test manuali sono essenziali per valutare tutti quegli aspetti che gli strumenti automatici non possono verificare o che richiedono un’interpretazione più accurata. Ecco alcuni test manuali fondamentali:
| Tipologia di test | Cosa verificare | Perché è importante |
| Navigazione tramite tastiera | Accertarti che ogni parte del sito, inclusi il menù, i moduli e i contenuti interattivi, sia accessibile tramite tastiera (senza bisogno di mouse). | Le persone con disabilità motorie spesso non possono usare il mouse e dipendono dalla tastiera. Un sito che non è navigabile tramite tastiera esclude questi utenti. |
| Uso di lettori di schermo | Utilizza un lettore di schermo per navigare il sito e ascoltare come viene interpretato il contenuto. Verifica che i testi alternativi (alt text) siano chiari, che l’ordine di lettura sia logico e che le informazioni siano comprensibili. | Gli utenti non vedenti o con disabilità visive si affidano ai lettori di schermo per “ascoltare” i contenuti di un sito. Se l’ordine di lettura o la struttura del sito è errata, può diventare difficile per loro navigare. |
| Contrasto e leggibilità del testo | Controlla che il contrasto tra il testo e lo sfondo sia sufficiente per garantire una lettura agevole. | Un contrasto insufficiente rende difficile leggere il testo, soprattutto per soggetti con daltonismo o persone con una visione parziale o compromessa. |
| Etichette e messaggi di errore nei moduli | Verifica che tutti i campi dei moduli siano correttamente etichettati e che eventuali errori di compilazione siano segnalati in modo chiaro, con istruzioni su come correggerli. | Gli utenti con disabilità cognitive o motorie possono trovare difficile completare i moduli se le etichette non sono chiare o se gli errori non vengono segnalati in modo comprensibile. |
| Comunicazione dei contenuti multimediali | Verificare sottotitoli, trascrizioni e, quando le informazioni visive rilevanti non sono disponibili attraverso l’audio, alternative o audiodescrizioni appropriate. | Audio e video devono poter essere fruiti anche da utenti che non possono percepire uno dei canali sensoriali. |
d. Interventi di adeguamento: cosa può essere necessario correggere?
Le attività dipendono dai problemi emersi durante l’audit. Alcune riguardano direttamente il codice e i componenti dell’interfaccia, altre richiedono una revisione dei contenuti e delle modalità con cui vengono presentate le informazioni.
Codice, struttura e componenti
- utilizzo corretto dei testi alternativi per le immagini informative e gestione appropriata delle immagini decorative;
- nomi accessibili e comprensibili per link, pulsanti e controlli;
- gerarchia coerente delle intestazioni H1, H2 e H3;
- navigazione completa tramite tastiera;
- focus da tastiera visibile e ordine di navigazione logico;
- etichette corrette per i campi dei moduli;
- messaggi di errore identificabili e comprensibili;
- compatibilità dei componenti interattivi con le tecnologie assistive.
Contenuti e presentazione
- contrasti cromatici adeguati;
- testi leggibili e organizzati in modo coerente;
- sottotitoli, trascrizioni e alternative per i contenuti multimediali quando richiesti;
- testi dei link sufficientemente descrittivi;
- istruzioni che non dipendano esclusivamente da colore, forma o posizione;
- documenti scaricabili, come PDF, verificati anche dal punto di vista dell’accessibilità;
- navigazione e contenuti utilizzabili a diversi livelli di ingrandimento.

Dichiarazione di accessibilità: quando è necessaria?
La Dichiarazione di accessibilità non deve essere presentata come un obbligo identico per qualsiasi sito soggetto a requisiti di accessibilità. Gli adempimenti documentali dipendono infatti dalla normativa applicabile.
Per le pubbliche amministrazioni e per i soggetti ai quali si applica lo specifico regime della Legge 4/2004 sono previste modalità definite da AgID per la pubblicazione e l’aggiornamento della Dichiarazione di accessibilità.
Nel caso dei servizi disciplinati dal D.Lgs. 82/2022, invece, il fornitore deve rispettare gli obblighi informativi e documentali previsti dal decreto e dalle Linee Guida AgID. Le due discipline non devono quindi essere sovrapposte automaticamente.
Prima di pubblicare una dichiarazione o altre informazioni sulla conformità è importante verificare quale normativa si applica concretamente al servizio e quale documentazione è richiesta.
Quali sanzioni sono previste?
Le conseguenze dipendono dalla normativa applicabile e dalla tipologia di violazione.
Per il D.Lgs. 82/2022, AgID indica sanzioni amministrative da 5.000 a 40.000 euro in caso di violazione dei requisiti di accessibilità o degli obblighi previsti dal decreto, determinate anche in relazione alla gravità della non conformità e agli utenti coinvolti. In caso di mancata ottemperanza a quanto disposto dall’autorità di vigilanza o di mancata trasmissione delle informazioni richieste, sono inoltre previste sanzioni amministrative da 2.500 a 30.000 euro.
Per i soggetti privati disciplinati dall’art. 3, comma 1-bis, della Legge 4/2004 si applica invece lo specifico regime previsto dalla stessa legge, che può arrivare fino al 5% del fatturato.
Sono inoltre previste sanzioni specifiche in caso di mancata ottemperanza alle disposizioni dell’autorità di vigilanza o di mancata trasmissione delle informazioni richieste.
Per alcune categorie di soggetti disciplinati dalla Legge 4/2004 si applica invece un regime sanzionatorio differente.
Perché l’accessibilità di un sito web è importante anche oltre gli obblighi normativi?
L’accessibilità digitale permette a un pubblico più ampio di utilizzare informazioni, funzioni e servizi online. Secondo Eurostat, nel 2023 il 26,8% delle persone di almeno 16 anni nell’Unione Europea dichiarava limitazioni moderate o gravi nello svolgimento delle attività quotidiane, un indicatore utilizzato come proxy della disabilità.
Investire nell’ottimizzazione di un sito web anche dal punto di vista dell’accessibilità può inoltre contribuire a:
- rendere contenuti e servizi utilizzabili da un numero maggiore di persone;
- migliorare chiarezza e usabilità dell’interfaccia;
- ridurre alcune barriere nella compilazione di moduli e nei processi di acquisto;
- rendere più robusti struttura e componenti del sito;
- rafforzare l’attenzione dell’organizzazione verso inclusione e qualità digitale.
Come può supportarti Alkimedia nell’accessibilità del sito web?
Alkimedia può supportare aziende e professionisti nella verifica tecnica e nell’adeguamento dell’accessibilità del sito web, individuando le criticità e intervenendo su codice, componenti, struttura e contenuti.
Come Web Agency, possiamo affiancare il cliente nelle attività tecniche necessarie per migliorare l’accessibilità del sito e nell’implementazione degli elementi previsti dal progetto.
Gli obblighi normativi e la documentazione richiesta devono però essere valutati in base al soggetto e al servizio specifico: quando necessario, gli aspetti giuridici e dichiarativi devono essere verificati con le figure competenti.
L’accessibilità non dovrebbe essere considerata un intervento una tantum: nuovi contenuti, plugin, componenti e modifiche grafiche possono introdurre nuove barriere e richiedono quindi verifiche periodiche.
Domande frequenti sull’accessibilità dei siti web
Dal 28 giugno 2025 tutti i siti web devono essere accessibili?
No. Il D.Lgs. 82/2022 riguarda specifiche categorie di prodotti e servizi. Per stabilire se un sito è soggetto agli obblighi bisogna verificare il tipo di servizio fornito, il soggetto che lo eroga e le eventuali esenzioni applicabili.
Un sito e-commerce deve essere accessibile?
I servizi di commercio elettronico rientrano tra quelli disciplinati dal D.Lgs. 82/2022. Le microimprese che forniscono servizi sono però escluse dall’ambito degli obblighi previsti dal decreto.
Le microimprese devono adeguarsi all’European Accessibility Act?
Il D.Lgs. 82/2022 esclude dai requisiti di accessibilità le microimprese che forniscono servizi. Possono comunque esistere altri obblighi derivanti da normative differenti o dal contesto specifico.
Le WCAG 2.2 sono obbligatorie?
Il riferimento tecnico europeo passa dalla norma EN 301 549. Le indicazioni AgID utilizzano attualmente i criteri WCAG 2.1 nelle verifiche e raccomandano di progettare i servizi digitali tenendo conto anche delle WCAG 2.2.
Gli strumenti automatici possono certificare che un sito è accessibile?
No. Strumenti come Lighthouse, WAVE o axe possono individuare numerosi problemi, ma devono essere affiancati da controlli manuali e test di utilizzo perché alcune barriere non possono essere valutate automaticamente.
Tutti devono pubblicare la Dichiarazione di accessibilità?
No. La Dichiarazione di accessibilità prevista dalla Legge 4/2004 non va confusa con gli obblighi informativi previsti dal D.Lgs. 82/2022. L’adempimento corretto dipende dalla normativa applicabile al soggetto e al servizio.















