Sito web veloce: perché è importante e come migliorare le prestazioni

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Perché è importante avere un sito web veloce? La velocità di caricamento incide direttamente sull’esperienza degli utenti: una pagina che risponde rapidamente è più semplice da consultare, riduce gli ostacoli durante la navigazione e facilita azioni come leggere un contenuto, compilare un modulo o completare un acquisto.

Le performance sono inoltre uno degli aspetti da considerare nella realizzazione di un sito web e nella successiva attività di ottimizzazione. Non dipendono da un solo elemento, ma dall’insieme di hosting, codice, immagini, video, script, cache e modalità con cui vengono costruite e caricate le pagine web.

Un sito può quindi essere graficamente molto curato ma offrire comunque un’esperienza poco efficace se gli utenti devono attendere troppo per visualizzare o utilizzare i contenuti. Vediamo perché la velocità è importante, come misurarla e quali sono le principali cause di un sito lento.

a. Un sito web veloce soprattutto per gli utenti

Le web agency e aziende sanno che i propri clienti non amano aspettare in coda, sia che si tratti di un’attesa in posta, in banca o al ristorante. Anche le persone più pazienti si annoiano o si innervosiscono facilmente perché in coda pensano di perdere più tempo del previsto. Un sito internet lento e mal progettato può causare una perdita di potenziali clienti e di vendite.

Più l’utente deve attendere prima di visualizzare e utilizzare una pagina, maggiore è il rischio che interrompa la navigazione, soprattutto quando può trovare rapidamente contenuti o servizi alternativi.

La velocità ha un impatto diretto sulle conversioni. Ad esempio, ritardi di pochi secondi nel caricamento possono ridurre significativamente la probabilità che l’utente completi un acquisto o un’azione (come iscriversi alla newsletter o compilare un modulo di contatto).
Un sito veloce trasmette inoltre professionalità e affidabilità, due elementi che aiutano a creare fiducia nel brand e ad aumentare la predisposizione degli utenti a diventare clienti.

b. Un sito web veloce per la SEO e per Google

Le prestazioni di una pagina sono importanti anche dal punto di vista SEO, ma è necessario evitare una semplificazione: un sito più veloce non si posiziona automaticamente meglio di un sito più lento.

Google valuta molti segnali per determinare quali risultati mostrare e cerca innanzitutto di fornire contenuti pertinenti e utili rispetto alla ricerca effettuata. Una buona esperienza sulla pagina può però contribuire al successo nella Ricerca, soprattutto quando esistono più contenuti ugualmente validi e pertinenti.

Tra gli aspetti utilizzati dai sistemi di Google rientrano anche i Core Web Vitals, metriche che misurano alcuni elementi dell’esperienza reale degli utenti: velocità di caricamento, reattività e stabilità visiva.

Ottimizzare le performance deve quindi essere considerato parte di una più ampia attività di ottimizzazione di un sito web, insieme alla qualità dei contenuti, alla struttura, all’accessibilità, all’usabilità e agli altri aspetti tecnici e SEO.

Essere veloci, da soli, non garantisce quindi di raggiungere la prima pagina di Google, ma contribuisce a offrire agli utenti un’esperienza migliore e a costruire un sito tecnicamente più efficace.

b.1. Core Web Vitals: quali sono le metriche da controllare?

I Core Web Vitals sono metriche utilizzate per valutare alcuni aspetti concreti dell’esperienza degli utenti su una pagina web.

MetricaCosa misuraValore consigliato
LCP – Largest Contentful PaintLa velocità con cui viene visualizzato il principale contenuto della paginaEntro 2,5 secondi
INP – Interaction to Next PaintLa rapidità con cui la pagina risponde alle interazioni dell’utenteEntro 200 millisecondi
CLS – Cumulative Layout ShiftLa stabilità visiva degli elementi durante il caricamentoInferiore o uguale a 0,1

Questi valori devono essere interpretati considerando l’esperienza reale degli utenti e non soltanto il risultato di un singolo test. Per la valutazione dei Core Web Vitals viene preso come riferimento il 75° percentile delle visite, distinguendo tra dispositivi mobili e desktop.

b.2. Velocità sito web e frequenza di rimbalzo

La “frequenza di rimbalzo” è una delle metriche che possono essere analizzate attraverso strumenti di web analytics per comprendere meglio il comportamento degli utenti.

È però importante interpretare questo dato nel modo corretto. Un rimbalzo non indica necessariamente un problema: un utente potrebbe, ad esempio, entrare in una pagina, trovare immediatamente l’informazione cercata e poi uscire senza compiere altre azioni.

Allo stesso modo, un’elevata frequenza di rimbalzo non deve essere interpretata come un fattore di ranking diretto di Google.

La velocità può comunque incidere sul comportamento reale delle persone. Se una pagina impiega troppo tempo per caricarsi o risponde lentamente alle interazioni, alcuni utenti possono interrompere la navigazione prima di raggiungere il contenuto o completare l’azione desiderata.

Per questo è più utile analizzare insieme più informazioni, come tempi di caricamento, interazioni, conversioni e comportamento degli utenti, invece di attribuire alla sola frequenza di rimbalzo la qualità o le performance SEO di una pagina.

b.3. Calo delle visite e brand reputation

Un sito lento può avere conseguenze anche al di fuori della SEO. Attese prolungate, elementi che rispondono lentamente e problemi durante la navigazione possono influenzare la percezione che gli utenti hanno dell’azienda.

Questo aspetto è particolarmente rilevante per e-commerce, siti che generano contatti e servizi online nei quali l’utente deve compiere azioni come consultare prodotti, compilare moduli, prenotare o effettuare un acquisto.

Un sito veloce e stabile contribuisce a trasmettere maggiore attenzione all’esperienza digitale, mentre difficoltà frequenti durante la navigazione possono generare frustrazione e incidere negativamente sulla percezione del brand.

Questo aspetto riguarda la percezione del brand. Un sito veloce è quindi percepito come professionale e affidabile, mentre un sito lento può far sembrare il brand poco attento all’esperienza utente.
In un mercato competitivo, anche pochi secondi di differenza nella velocità di caricamento possono influenzare le scelte degli utenti. Offrire un’esperienza rapida può essere un vantaggio competitivo, soprattutto se i competitor hanno tempi di caricamento più lunghi.

b.4. Prestazioni del sito e scansione di Googlebot

La velocità del server può incidere anche sul modo in cui i crawler accedono alle risorse di un sito.

Quando un server risponde rapidamente e in modo stabile, Googlebot può effettuare le proprie richieste in modo più efficiente. Se invece il server rallenta notevolmente o restituisce frequentemente errori, Google può ridurre automaticamente la frequenza delle richieste per evitare di sovraccaricarlo.

Una buona velocità del server favorisce quindi una scansione tecnicamente più efficiente, ma non bisogna confondere scansione, indicizzazione del sito e posizionamento: sono processi differenti.

Un’ultima considerazione riguarda il “crawl budget” di Google.

Questo aspetto diventa particolarmente importante nei siti di grandi dimensioni o con migliaia di URL aggiornati frequentemente. Per la maggior parte dei normali siti aziendali il cosiddetto crawl budget non rappresenta invece una delle principali criticità da monitorare.

Il crawl budget è un valore che Google assegna al nostro sito ed indica un vero e proprio budget (quantità di risorse) che Googlebot è disposto ad utilizzare per la scansione del nostro sito (attraverso la Google Search Console possiamo capire quanti file, pagine e immagini vengono scaricate e scansionate ogni giorno dal motore di ricerca).

Migliorare la velocità di caricamento delle pagine significa distribuire meglio tale budget ad ogni visita dello spider, dando modo al motore di entrare più in profondità nel sito e quindi garantire una migliore indicizzazione dei contenuti.

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c. L’importanza della velocità da smartphone

Le performance assumono un’importanza particolare nella navigazione da smartphone. Gli utenti possono infatti utilizzare dispositivi con capacità differenti e collegarsi attraverso reti più o meno veloci e stabili.

Un sito dovrebbe quindi essere progettato per offrire contenuti facilmente accessibili anche in condizioni meno favorevoli, evitando pagine inutilmente pesanti, immagini sovradimensionate, script eccessivi e risorse che rallentano il caricamento iniziale.

La velocità deve essere considerata insieme alla responsività delle pagine: non è sufficiente che il layout si adatti allo schermo, ma è importante che menu, pulsanti, contenuti e funzionalità rimangano rapidi e semplici da utilizzare anche da mobile.

d. Importanza per l’ecosostenibilità

Un sito internet veloce è un sito web ecosostenibile. Più un sito naviga in modo fluido, meno energia richiede per il suo funzionamento. Per questa ragione la corretta ottimizzazione del codice e dei contenuti multimediali (foto, video e grafiche) è di importanza cruciale. 

Un sito aziendale veloce fa bene all’ambiente, ma anche ai clienti: contenuti che si caricano in modo rapido e senza intoppi favoriscono la navigazione e l’usabilità del sito, oltre che il posizionamento SEO sui motori di ricerca. Un guadagno per tutti!

e. Velocità sito web: Strumenti per misurarla

Se avete problemi con la velocità del sito, o siete semplicemente curiosi di vedere come la pagina si comporta, oltre ad eseguire un auditing SEO, potete utilizzare molti strumenti gratuiti che possono aiutarci ad analizzare e a migliorare le performance e la velocità.

e.1. PageSpeed Insights

PageSpeed Insights è uno degli strumenti principali messi a disposizione da Google per analizzare le prestazioni di una pagina sia da mobile sia da desktop.

È importante distinguere due tipologie di informazioni:

  • dati sul campo (field data): quando disponibili, derivano dall’esperienza reale degli utenti Chrome e consentono di valutare metriche come LCP, INP e CLS;
  • dati di laboratorio (lab data): vengono generati attraverso Lighthouse in condizioni simulate e sono particolarmente utili per individuare problemi tecnici e opportunità di ottimizzazione.

Il punteggio Performance da 0 a 100 è quindi utile come indicazione diagnostica, ma non deve essere confuso con un punteggio SEO o con un fattore diretto che determina la posizione della pagina su Google.

e.2. GTmetrix

GTmetrix consente di analizzare le prestazioni di una pagina web e individuare le risorse e i processi che possono rallentarne il caricamento. Il report permette di esaminare diversi aspetti tecnici e può essere utile per confrontare il comportamento delle pagine dopo gli interventi di ottimizzazione.

e.3. Pingdom Tool:

Questo strumento permette di analizzare le prestazioni di una pagina e di verificare i tempi di caricamento delle diverse risorse che la compongono, aiutando a individuare eventuali elementi particolarmente pesanti o lenti.

e.4. WebPageTest

WebPageTest permette di eseguire test più approfonditi selezionando differenti dispositivi, browser, connessioni e località geografiche. È particolarmente utile quando si vuole analizzare il caricamento della pagina in condizioni diverse e individuare con maggiore precisione eventuali colli di bottiglia.

f. Le cause della lentezza e consigli per migliorare la velocità del tuo sito

Non esiste un unico “tempo di caricamento” che possa descrivere da solo la qualità delle prestazioni di una pagina. Il caricamento è composto da diverse fasi e l’esperienza può variare in base al dispositivo, alla connessione, al server e al modo in cui l’utente interagisce con il sito.

Per questo oggi è più utile analizzare metriche specifiche, come i Core Web Vitals, insieme ai dati reali degli utenti e ai risultati dei test tecnici, piuttosto che basarsi esclusivamente sul numero totale di secondi impiegati da una pagina per completare il caricamento.

Se il tuo sito web si carica troppo lentamente i problemi potrebbero essere tanti, ma la prima cosa da analizzare è sicuramente l’Hosting.

f.1. Il tipo di hosting & il provider

L’hosting è il servizio che mette a disposizione le risorse necessarie per rendere un sito accessibile online. Le caratteristiche del server e della relativa configurazione possono incidere sui tempi di risposta e, di conseguenza, sulle prestazioni complessive del sito.

L’hosting, tuttavia, è soltanto una parte del problema: anche codice, database, immagini, script, cache e servizi esterni possono incidere in modo significativo sulla velocità percepita dagli utenti.

La scelta della soluzione più adatta dipende quindi dalle caratteristiche del progetto: tipologia di sito, traffico, software utilizzato, quantità di contenuti, funzionalità, necessità di scalabilità e competenze disponibili per la gestione.

Prezzo e prestazioni non hanno necessariamente un rapporto diretto. È più utile valutare risorse disponibili, configurazione, affidabilità, assistenza, possibilità di scalare e qualità complessiva del servizio.

Tra le principali tipologie di hosting possiamo distinguere soluzioni condivise, dedicate, VPS e infrastrutture cloud, ciascuna con caratteristiche differenti.

Se classifichiamo le tipologie di hosting in base alle performance possiamo individuare alcune principali “classi” di servizio:

HOSTING CONDIVISO

Questa tipologia è sicuramente la più diffusa. Chi non ha mai sentito nominare i servizi condivisi e “supersponsorizzati” di Aruba o Register per citare solo due dei più famosi provider italiani? Con l’hosting condiviso il nostro sito web sarà fisicamente inserito all’interno di un server utilizzato da tantissimi clienti con cui condivideremo la disponibilità totale di risorse della macchina (memoria, banda, spazio su disco, database, ecc.). Se ci troviamo con altri utenti che utilizzano molte risorse, ne risentiranno tutti i siti web che si trovano su quella macchina!

Questo aspetto, che coinvolge chiaramente i tempi di caricamento del nostro sito, è particolarmente evidente e fastidioso se è abbinato al fenomeno dell’overselling e cioè la situazione in cui il provider vende più spazio web, più banda – e più risorse, in generale – di quelle che i suoi server gli possano consentire. Questa tecnica di vendita si basa su un dato statistico: la maggioranza dei clienti in media sfrutta il minimo delle risorse, e quindi tutti gli utenti pensano di avere le risorse tutte per sè e, di fatto, non dovrebbero accorgersi del problema se non effettuando la richiesta quando il server è sovraccarico.

HOSTING DEDICATO

All’estremo opposto dell’hosting condiviso troviamo l’hosting dedicato dove ogni utente utilizza risorse “di proprietà” o comunque assegnate individualmente. Si tratta di un servizio fornito a prezzi alti ma che garantisce performance e qualità di alto livello tra cui anche le configurazioni personalizzate e la scelta del sistema operativo. In questo tipo di soluzione abbiamo la possibilità di scegliere soluzioni “managed”, cioè gestite completamente dai sistemisti del provider, oppure “unmanaged”, soluzioni in cui dobbiamo possedere tutte le competenze tecniche e sistemistiche per configurare e far funzionare il server.

CLOUD HOSTING

Il cloud hosting utilizza un’infrastruttura virtualizzata che può distribuire e allocare le risorse in modo flessibile in base alle necessità del progetto. Uno dei principali vantaggi è la possibilità di aumentare o ridurre più facilmente risorse come CPU, RAM e spazio di archiviazione.

Esistono soluzioni cloud molto differenti tra loro, managed e unmanaged, con caratteristiche e livelli di servizio diversi. La scelta dipende quindi dalle esigenze effettive del sito e non soltanto dalla tipologia di infrastruttura utilizzata.

La maggior parte dei siti aziendali non necessita necessariamente di un server dedicato: tra hosting condiviso professionale, VPS, cloud e soluzioni gestite è possibile individuare la configurazione più adatta in base a traffico, funzionalità, budget e necessità tecniche.

Leggi anche l’articolo di approfondimento su come scegliere lo spazio web.

f.2. Come è fatto il sito? Alcuni fattori on-page che influiscono sulla velocità.

Se il tuo sito è ancora lento … ecco alcuni consigli che puoi mettere in pratica per migliorarne la velocità. Chiaramente ogni singola voce ha un impatto differente sul costo del tuo sito web professionale.

f.2.1. Velocità del sito: le Immagini e foto

Ottimizza le immagini e le foto. Avere delle immagini pesanti rallenta il caricamento delle tue pagine web, anche di molto.

Di solito le tipologie di file più utilizzati sono i formati PNG e JPEG e WebP. Il formato PNG dovrebbe essere utilizzato solo quando necessario (per esempio per le icone, i loghi o per le immagini che richiedono trasparenze) il JPEG lavora decisamente meglio con le foto e consente di ottenere una compressione migliore.

Il formato WebP è un formato di immagine sviluppato da Google che offre una compressione di alta qualità, sia lossy (con perdita di qualità) sia lossless (senza perdita di qualità), riducendo le dimensioni dei file rispetto a JPEG e PNG. Serve a rendere le immagini più leggere senza sacrificare visibilmente la qualità, migliorando la velocità di caricamento delle pagine web e ottimizzando l’esperienza utente.

Oltre a WebP, nei progetti moderni può essere utilizzato anche il formato AVIF, che permette in molti casi di ottenere file molto leggeri mantenendo una buona qualità visiva. La scelta del formato dipende comunque dalle caratteristiche dell’immagine e dalle esigenze del progetto.

È inoltre importante caricare immagini con dimensioni coerenti rispetto allo spazio in cui vengono effettivamente visualizzate e utilizzare, quando opportuno, il lazy loading, in modo che le immagini non immediatamente visibili vengano caricate soltanto quando l’utente si avvicina alla relativa sezione della pagina.

In ogni caso, prima del caricamento sul sito, è molto importante cercare di ottimizzare al massimo le immagini attraverso programmi di fotoritocco come Photoshop (a pagamento), The Gimp (gratuito) o Fireworks (a pagamento), oppure utilizzare i servizi di ottimizzazione immagini che si trovano in rete. Se invece per la realizzazione del sito usiamo un CMS come WordPress ci sono tanti plugin che consentono di ottimizzare e comprimere le immagini in fase di caricamento dei file sul server.

f.2.2. Video

I video possono incidere notevolmente sul peso e sulle prestazioni di una pagina. In molti casi utilizzare piattaforme esterne come YouTube o Vimeo semplifica la distribuzione dei filmati e riduce il consumo di banda del proprio hosting.

Anche i video incorporati da servizi esterni, tuttavia, possono aggiungere script e risorse alla pagina. Per questo può essere utile ricorrere al lazy loading, a immagini di anteprima o a sistemi che caricano il player soltanto quando l’utente decide di riprodurre il video.

Quando invece i filmati vengono ospitati direttamente sul proprio spazio web, è importante utilizzare file correttamente compressi e un’infrastruttura adeguata alla quantità di traffico e di dati da distribuire.

f.2.3. Cache

La cache permette di conservare temporaneamente dati e risorse già elaborati, evitando di doverli generare o scaricare nuovamente a ogni richiesta. Può intervenire a diversi livelli: browser, server, pagina, database, object cache o CDN.

Una corretta configurazione della cache può ridurre il lavoro necessario al server e velocizzare la distribuzione di HTML, immagini, CSS, JavaScript e altre risorse. Nei siti WordPress esistono diversi strumenti dedicati, ma configurazioni troppo aggressive o non corrette possono generare problemi di aggiornamento o compatibilità.

Se hai bisogno di assistenza WordPress per analizzare e migliorare le prestazioni del sito, è quindi importante intervenire sulla configurazione complessiva e non soltanto installare un plugin di cache.

f.2.4. Codice e sito mal progettato

Il codice può essere mal progettato o a volte solo ingombrante. Con l’aiuto di un programmatore cerchiamo di ottimizzare e condensare i codici e avere file ridotti.

Sia che si tratti delle statistiche di Google, di un modulo di contatto, di un semplice codice HTML5 o di un foglio di stile CSS inefficiente, tutti questi file possono aggiungere peso alla pagina e lentezza al caricamento del sito web. La stessa cosa si verifica quando i siti web vengono sovraccaricati con Widget o Plugin molte volte inutili e che servono per eseguire funzioni banali che potrebbero essere svolte da pochissime righe di codice.

Anche il web design e gli effetti grafici hanno un ruolo sulla velocità. Se pensiamo al nostro sito incredibilmente bello, assicuriamoci di progettarlo e di pensarlo anche veloce, scegliendo un tema leggero e solido.

f.2.5. JavaScript, CSS e script di terze parti

Non conta soltanto quanto pesa una pagina, ma anche quando e come vengono caricate ed eseguite le sue risorse.

File JavaScript molto pesanti, fogli di stile non ottimizzati, strumenti di tracciamento, widget esterni, chat, mappe, video incorporati e altri script di terze parti possono rallentare il caricamento o rendere la pagina meno reattiva durante le interazioni.

Tra gli interventi da valutare rientrano la rimozione delle risorse non necessarie, la riduzione e minificazione dei file, il caricamento differito degli script non critici e una corretta gestione delle risorse necessarie alla visualizzazione iniziale della pagina.

f.2.6. Pubblicità sul tuo sito?

Se hai degli annunci pubblicitari all’interno del tuo sito web, devi prestare ancora più attenzione in quanto essi possono caricare del codice pesante sulle tue pagine, molto spesso non ottimizzato. Questo aspetto chiaramente si riflette negativamente sulla velocità di caricamento delle tue pagine web. Valuta attentamente il rapporto tra costi ed i benefici di mostrare questi annunci pubblicitari, può darsi che tutto sommato non ne valga la pena.

f.2.7. CDN: quando può essere utile?

Una Content Delivery Network (CDN) distribuisce copie di determinate risorse del sito attraverso una rete di server e può ridurre la distanza tra il contenuto e l’utente che lo richiede.

Può essere particolarmente utile per siti visitati da utenti geograficamente distribuiti, progetti con molte risorse statiche o piattaforme che devono gestire volumi elevati di traffico. Come per l’hosting, tuttavia, la configurazione deve essere valutata in base alle reali caratteristiche del sito.

f.2.8. Aggiornamenti & manutenzione

Un’ultima considerazione riguarda l’efficienza del sito nel corso del tempo.
Un costante e continuo intervento di rinnovamento, manutenzione ed aggiornamento del sito è indispensabile oltre che per motivi di sicurezza e di compatibilità del sito coi dispositivi e software utilizzati dagli utenti anche per garantirne l’efficienza e la velocità nel corso del tempo.

I siti web realizzati con CMS (Content Management System) come WordPress devono essere costantemente aggiornati. Un software non aggiornato può diventare vulnerabile a malware o attacchi, rallentando il sito.

Gli interventi di manutenzione del sito web possono essere periodici (ad esempio l’aggiornamento o modifica del software, di funzioni e plugin) oppure possono essere occasionali nel momento in cui si presentano singole problematiche o nuove opportunità (ad esempio interventi legati ad evoluzione dei server e dell’hosting, cambiamento delle logiche di funzionamento dei motori di ricerca, ecc.).
In ogni caso è sempre opportuno monitorare il vostro sito per vedere quanto velocemente esso stia caricando su diversi browser e dispositivi.

Come capire perché un sito web è lento?

Per capire perché un sito è lento non basta eseguire un singolo speed test. Bisogna individuare quale fase del caricamento crea il problema e verificare se la criticità riguarda il server, i contenuti della pagina o l’esecuzione nel browser.

ProblemaPossibile causaIntervento da valutare
Il server risponde lentamenteHosting o configurazione serverVerificare hosting, cache e configurazione
Il contenuto principale compare tardiImmagini pesanti o risorse bloccantiOttimizzare immagini, CSS e risorse iniziali
La pagina risponde lentamente ai clicJavaScript o script di terze partiRidurre e ottimizzare gli script
Gli elementi si spostano durante il caricamentoDimensioni non definite o contenuti caricati successivamenteMigliorare la stabilità del layout
Le pagine sono molto pesantiImmagini, video, font o file non ottimizzatiComprimere e caricare le risorse in modo più efficiente

Domande frequenti sulla velocità di un sito web

Quanto deve essere veloce un sito web?

Non esiste un unico tempo di caricamento valido per tutte le pagine. È più utile valutare metriche specifiche dell’esperienza reale. Per i Core Web Vitals, Google raccomanda un LCP entro 2,5 secondi, un INP entro 200 millisecondi e un CLS non superiore a 0,1.

La velocità del sito influisce sulla SEO?

Sì, le prestazioni fanno parte dell’esperienza offerta agli utenti e i Core Web Vitals sono utilizzati dai sistemi di ranking di Google. Una maggiore velocità, però, non garantisce automaticamente un miglior posizionamento: pertinenza, qualità dei contenuti e numerosi altri fattori continuano ad avere un ruolo fondamentale.

Come posso controllare la velocità del mio sito?

Uno degli strumenti più utili è PageSpeed Insights, che permette di analizzare una pagina da mobile e desktop e, quando sono disponibili dati sufficienti, confrontare test di laboratorio ed esperienza reale degli utenti.

Perché PageSpeed mostra risultati diversi tra mobile e desktop?

Dispositivi e condizioni di rete possono influire notevolmente sulle prestazioni. Per questo una pagina può ottenere risultati differenti su mobile e desktop ed è importante analizzare separatamente entrambe le esperienze.

Un punteggio PageSpeed di 100 migliora automaticamente la SEO?

No. Un punteggio elevato indica che il test di laboratorio ha rilevato buone prestazioni nelle condizioni simulate, ma non rappresenta un punteggio SEO e non garantisce un determinato posizionamento su Google.

Conclusioni

La velocità di un sito web non dipende da un singolo elemento e non può essere valutata soltanto attraverso un punteggio. Hosting, codice, immagini, video, cache, script e modalità di caricamento delle risorse contribuiscono insieme all’esperienza finale.

Un sito veloce facilita la navigazione, riduce gli ostacoli per gli utenti e contribuisce a una buona esperienza sulla pagina. Anche dal punto di vista SEO le performance meritano attenzione: i Core Web Vitals vengono utilizzati dai sistemi di ranking di Google, ma devono essere considerati insieme alla qualità e alla pertinenza dei contenuti e agli altri elementi del progetto.

Il tuo sito web è veloce ma non sei comunque visibile sui motori di ricerca?

Probabilmente è necessario effettuare un’analisi più ampia a livello SEO oppure valutare un restyling del sito internet, verificando struttura, contenuti, tecnologia e prestazioni nel loro insieme.

Autore dei contenuti:

Lorenzo Sala

Lorenzo Sala

CEO e fondatore di Alkimedia, SEO Specialist
Da oltre vent’anni lavora nel mondo del web, del marketing, della SEO e della comunicazione digitale, affiancando aziende e professionisti con strategie basate su dati, esperienza e obiettivi concreti.

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